Progetto ReteMar
Scuola dell’infanzia delle Marche in rete
"UN COMPUTER PER AMICO"
NUCLEO PROVINCIALE PER L'AUTONOMIA DI ANCONA
"DAI GRAFISMI ALLA VIDEOSCRITTURA"
SCUOLE CONSORZIATE:
SCUOLA DELL’INFANZIA STATALE "DON PETRUIO" (Fabriano)
SCUOLE DELL’INFANZIA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO DI ARCEVIA
SCUOLA DELL’INFANZIA GIANNI RODARI ISTITUTO COMPRENSIVO FALCONARA SUD
"IL PLUS VALORE DEL COMPUTER
E DELLA
MULTIMEDIALITA’
NELLE ATTIVITA’ DI LETTO-SCRITTURA E NELLA
COSTRUZIONE DEL TESTO"
Anno scolastico 2000/2001
Progetto regionale al
terzo anno di attuazione
Scuole aderenti
Provincia
di Pesaro:
|
Provincia
di Ancona:
|
||||||||||||||||
Provincia
di Macerata:
|
Provincia
di Ascoli Piceno:
|
FONDO TEORICO
Il senso di un progetto legato al tema
dell’apprendimento della lettura e della scrittura e alla ricerca del valore
aggiunto, che uno strumento come il computer può avere in questo campo, deve
essere collocato, nella scuola dell’infanzia, all’interno dell’attività
più vasta che coinvolge tutti i campi di esperienza previsti dal curricolo.
Deve inoltre poter essere inserito entro un orizzonte culturale in cui è
necessario precisare il ruolo del bambino come soggetto che impara e la natura
dei processi di apprendimento.
Le ricerche di E. Ferreiro, di A. Teberosky in Agentina e di C. Pontecorvo e
delle sue collaboratrici in Italia, condotte a partire dagli anni ‘80, hanno
gettato una luce nuova sugli aspetti psicologici, pedagogici e didattici che
riguardano il modo in cui gli alunni costruiscono le loro conoscenze riguardo la
lingua scritta.
Le studiose citate sopra hanno sviluppato un metodo di analisi che parte da ciò
che i bambini stessi ci dicono sul loro modo di imparare le cose. In particolare
in relazione alla lingua scritta, essi hanno dimostrato di maturare forme di
conoscenza del sistema molto prima dell’ingresso nella scuola elementare.
Si è prefigurata così un’immagine diversa dei bambini; dopo aver
completamente superato l’idea del vuoto che deve essere colmato, è ora di
travalicare anche la concezione per cui le potenzialità hanno bisogno di un
tempo per maturare, tempo in cui occorre porsi in un atteggiamento di attesa,
tempo in cui devono formarsi i pre-requisiti necessari ad un salto cognitivo. I
bambini, in realtà non aspettano, sono dei soggetti attivi che elaborano le
loro conoscenze, già dai tre anni ed anche prima, in modo progressivo,
attraverso teorie sempre parziali che vengono modificate tramite le azioni
concrete e mentali che operano entro l’ambiente in cui vivono.
Questa visione di fondo, ormai condivisa, pone l’esigenza di riconsiderare
anche l’apprendimento in tutte le sue sfaccettature. Esso non potrà più
essere pensato come un passaggio discontinuo da un momento in cui non si sa ad
un altro in cui si è imparato qualcosa, ma un processo costante di interazione,
riflessione e produzione di regole e comportamenti conseguenti. Come dice C.
Pontecorvo, allora, “leggere non vuol dire decifrare e scrivere non vuol dire
copiare un modello dato”. Leggere e scrivere sono piuttosto abilità di tipo
cognitivo, operazioni concettuali che il bambino comincia a maturare molto
presto e che si basano sull’interazione con l’ambiente, con le informazioni
e gli stimoli che questo gli offre.
Considerando questa impostazione occorre superare l’opinione secondo cui sono
determinanti, per imparare a leggere e a scrivere, le abilità percettive e
motorie. In realtà questo tipo di conoscenze rimanda quasi esclusivamente al
conseguimento di competenze di tipo tecnico e non e a quelle di tipo
concettuale. Ciò non significa che non occorre tenere in considerazione e
sviluppare gli aspetti legati all’ambito percettivo e a quello motorio,
significa soltanto che queste abilità sono sussidiarie rispetto alla
comprensione e all’uso di un sistema di comunicazione con il quale si
familiarizza attraverso un contatto diretto.
A questo proposito diventa molto importante il modo in cui viene proposto al
bambino il codice che caratterizza il sistema di comunicazione stessa. Molto
spesso nella scuola le parole scritte vengono svincolate da qualunque situazione
concreta, ed appaiono dissezionate come oggetti asettici appesi al muro e
deprivati da ogni loro uso quotidiano. Il bambino procede invece, per mezzo di
modalità di accomodamento e assimilazione dentro un ambiente ed impara non
considerando le cose come isolate, ma dentro una situazione in cui rivestono una
funzione, un ruolo preciso e non un altro.
La conoscenza della lettura e della scrittura comincia, dunque, molto prima
dell’ingresso ufficiale nella scuola elementare ed è accompagnata da
costruzioni spontanee che inseguono una serie di conflitti cognitivi attraverso
cui gli errori dei bambini divengono, a poco a poco, la chiave per aprire in
modo efficace il mondo delle parole scritte.
L’apprendimento della lettura e della scrittura non può essere ridotto allora
ad una pratica meccanica di abitudini che, a poco a poco, vengono automatizzate;
è piuttosto un avvicinamento progressivo ad un oggetto da conoscere, che
presenta aspetti funzionali e strutturali che i bambini si impegnano a
decodificare ed interpretare in maniera sempre più adeguata ed efficace allo
scopo.
LE FASI DA CONSIDERARE
Le interviste che sono state proposte nelle
scuole dell’infanzia e l’analisi delle scritture spontanee prodotte dai
bambini, in diversi contesti linguistici, hanno messo in luce una serie di
costanti che tratteggiano il processo di apprendimento inerente alla costruzione
della lingua scritta. Ecco come sono stati nominati i vari momenti:
presillabico
sillabico
sillabico-alfabetico
alfabetico
Il processo di conoscenza che si innesca prevede comunque una condizione
preliminare fondamentale. C’è bisogno di un ambiente adatto che possa
divenire contesto di apprendimento motivante ed adeguato agli scopi. Le parole
scritte dovranno allora comparire lì dove sono, sui libri, sulle riviste, sui
giornali, sui cartelli pubblicitari e i manifesti, sull’asfalto, sui segnali
stradali e turistici, sulla televisione e sul computer.
Solo in questo modo i bambini potranno attivare degli schemi anticipatori che
consentiranno loro di leggere e scrivere prima di saper leggere e scrivere in
modo convenzionale. Se infatti l’ambiente di vita è ricco di oggetti dove
compaiono scritture è anche naturale un fenomeno per cui, fin da molto piccoli,
si mette in moto un processo di ricerca di significati senza che si abbiano gli
strumenti per decifrare il codice di comunicazione. L’attenzione del bambino
è rivolta allora alla lingua scritta non tanto come veicolo di comunicazione
quanto come “oggetto di studio” in cui emergono in cui emergono due aspetti
diversi:
l’aspetto strutturale: operando un’esplorazione attiva, vengono piano piano elaborati dei criteri per la discriminazione e la sistematizzazione; i bambini di solito seguono almeno due regole per distinguere ciò che è scritto da ciò che non lo è: occorre una quantità minima di caratteri ed anche una loro varietà altrimenti non siamo in presenza di qualcosa di significativo;
l’aspetto funzionale: osservando gli atti di lettura di adulti o altri bambini più grandi, vengono formulate delle anticipazioni di significato attraverso cui si cerca di interpretare il contenuto e lo scopo del messaggio trasmesso.
Alla luce di queste considerazioni è molto importante che la scuola dell’infanzia predisponga i mezzi necessari per assecondare il processo di apprendimento che conduce alla conoscenza della lingua scritta nei bambini in particolare in ordine a tre questioni:
| un contesto dove si può leggere e scrivere; | |
| le cose da leggere e scrivere; | |
| gli oggetti per leggere e scrivere. |
In relazione a questo ultimo punto una riflessione particolare interessa il ruolo che deve assumere il computer all’interno del processo che consideriamo. Riteniamo che, anche in questo caso, esso rappresenti uno strumento che pone delle condizioni d’utilizzo, ma che può essere usato in modo più o meno creativo e costruttivo. Adoperare software strutturato e già pronto per la fruizione può costituire certamente uno stimolo per cominciare con i bambini e anche un oggetto di analisi per gli adulti che consente di offrire valutazioni sul campo. C’è da considerare però che il computer, già di per sé, appare come uno strumento che ha a che fare con la lingua scritta: sulla tastiera infatti si trovano numeri e lettere. Forse vale la pena, allora, di partire proprio da questo e osservare, ascoltare e riflettere su che cosa ci dicono i bambini in proposito, che tipo di concettualizzazione stanno elaborando in merito allo strumento (computer) e alla sua funzione.
OBIETTIVI
Lo spunto che gli studi e le ricerche di E.
Ferreiro, di A. Teberosky e di C. Pontecorvo ci offrono non conduce
all’impostazione immediata e diretta di un percorso di tipo didattico e ad
applicazioni concrete strutturate. Esse piuttosto invitano ad elaborare e
verificare continuamente il tipo di strumenti e di mediazione che gli insegnanti
approntano per i loro alunni.
A questo scopo riteniamo che sia preliminare l’attuazione di una fase di
formazione che coinvolga tutti gli insegnanti che partecipano al progetto e che
porti ad una strutturazione del lavoro più mirata e condivisa.
Per gli insegnanti
|
Costruire un percorso didattico sulla base di uno sfondo teorico comune e sull’analisi delle conoscenze dei bambini all’interno del contesto scolastico in cui ciascuna insegnante opera. | |
|
Creare un contesto educativo stimolante, attraverso un approccio ludico-manipolativo, dove “leggere” e “scrivere” siano vissute come azioni piacevoli. | |
|
Individuare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie nell’apprendimento della lettura e della scrittura. | |
|
Verificare se e in che misura la scrittura al computer e la comunicazione via telematica possono favorire e sviluppare l’apprendimento. |
Per i bambini
|
Sviluppare interesse e curiosità verso i libri e la scrittura in generale. | |
|
Acquisire la capacità di comunicare con gli altri sviluppando modalità adatte sulla base del contesto e degli interlocutori. | |
|
Costruire produzioni scritte individuali e/o collettive per documentare l’attività quotidiana o con l’intento di mettersi in contatto con gli altri, anche bambini di altre scuole. |
METODOLOGIA
Per poter attivare percorsi di apprendimento
significativi per il bambino, in relazione alla lettura e alla scrittura sarà
necessario innanzitutto, per gli insegnanti, porsi in un atteggiamento di
ascolto e di osservazione di fronte a tutte le situazioni in cui i bambini
utilizzano o colgono la presenza della lingua scritta nell’ambiente della
scuola e della comunità.
A questo proposito è senz’altro molto importante l’allestimento di uno
spazio fisico in cui la conversazione, la consultazione di materiale cartaceo,
le scritture spontanee, l’ascolto e il racconto, l’osservazione di tipo
scientifico siano momenti caratterizzanti. Qui i bambini potranno interagire fra
loro liberamente o con la guida dell’insegnante.
Per quanto concerne le modalità di lavoro, come consigliano gli Orientamenti,
si cercherà di privilegiare il piccolo gruppo poiché consente a tutti di
parlare, di ascoltare e di collaborare nella realizzazione di un’attività.
Il ruolo dell’insegnante sarà quello di guidare e, in alcuni casi
documentare, la conversazione, la costruzione di storie, la riflessione con
domande stimolanti e appropriate ed anche quello di favorire l’interazione
linguistica fra bambini e la costruzione di atteggiamenti e comportamenti
collaborativi sia nel momento dell’ascolto sia in quello della realizzazione
di attività concordate insieme.
IL PLUS VALORE DEL COMPUTER E
DELLA MULTIMEDIALITA’
NELLE ATTIVITA’ DI
LETTO-SCRITTURA E NELLA COSTRUZIONE DEL TESTO
Per questo anno scolastico sono previsti elementi di novità e campi di approfondimento della ricerca-azione:Scuola Materna "Don Petruio" - Progetto ReteMar
| nelle attività di formazione saranno coinvolti, per contribuire alla costruzione di un percorso di continuità, anche docenti del primo anno del ciclo primario per la realizzazione di curricoli dell’anno ponte; | |
| verrà avviata e/o potenziata la formazione a distanza e prestata consulenza mensile per i sottogruppi in rete telematica; | |
| le scuole della rete saranno organizzate in sottogruppi in base a comuni campi di lavoro (testi da indagare: testo di contatto, testo narrativo, testo di regole, le regole del testo narrativo); | |
| la costruzione dei testi avverrà al computer; | |
| le competenze dei docenti nell’utilizzo delle nuove tecnologie verranno potenziate; | |
| le attività di formazione e di documentazione verranno inserite nel “Centro risorse per la formazione dei docenti“, (Jesi Centro). |
La progettazione specifica, altro elemento di novità, prenderà l’avvio dalla chat. Questa esperienza, oltre che a rafforzare le competenze tecnologiche, dovrà servire ai docenti per costruire e condividere con le colleghe gli elementi del progetto specifico, che le impegnerà per l’intero anno scolastico.
ATTIVITA’ IN RETE
| Gruppi fissi, al massimo tre o quattro scuole, per una analisi approfondita del lavoro in rete. | |
| Invio di un lavoro al mese che contenga la documentazione di un'attività ( la trascrizione del protocollo) e la riflessione dell’insegnante in termini di individuazione di punti forti e punti deboli. | |
| Bacheca elettronica o sito per documentare a tutti il lavoro
compiuto dai gruppi di scuole. |
LE FASI DEL LAVORO
| Ridefinire, alla luce dell’esperienza compiuta negli anni precedenti, la programmazione per fascia d’età prescelta: 5 anni, senza tralasciare quelle precedenti. | |
| Scegliere la tipologia testuale. | |
| Individuare i sotto-gruppi | |
| Concordare i modelli osservativi e le tecniche di trascrizione delle esperienze. | |
| Inviare mensilmente i materiali alle scuole gemellate per la discussione e la scelta dei prodotti da inviare al sito. |
FORMAZIONE
Le attività di formazione con la dott. Franca Rossi, si articoleranno in quattro incontri interprovinciali sui contenuti concordati alla fine del precedente anno scolastico. In particolare nel mese di giugno, nell’ultimo incontro, dedicato interamente all’analisi congiunta della documentazione prodotta dalle insegnanti si erano evidenziati alcuni elementi significativi per il percorso di ricerca che saranno ripresi ed incrementati nel corrente anno scolastico.
|
1. La necessità di curare ulteriormente la documentazione per poter avviare un percorso di riflessione delle insegnanti sulla propria pratica e per far emergere i processi cognitivi messi in atto dai bambini;
| |||||
|
2. L’esigenza di costruzione di un
linguaggio comune tra le insegnanti, che permetta di confrontarsi in rete su
come stanno andando le attività con il gruppo di bambini, le modifiche che
l’insegnante sta osservando nei bambini, ma anche nel suo stile di
gestione dell’interazione (che cosa intendiamo con stile direttivo? cosa
vuol dire che l’insegnante ha facilitato e sostenuto lo sviluppo di una
discussione? Cosa vuol dire che durante l’attività c’é stata una buona
interazione tra i partecipanti? Intendiamo tutti la stessa cosa?). | |||||
|
3. Era emersa, inoltre, la necessità di avere uno confronto tra colleghe che non si limiti all’invio della documentazione, ma ad avere un feed-back su ciò che si é fatto. La necessità pertanto che la documentazione venga inviata ad un qualcuno che la restituisca con appunti critici. Il gruppo ha già trovato una ipotesi di soluzione nella organizzazione di sottogruppi di scuole in cui ognuno ha il ruolo di supervisore critico, ma anche di sostegno di una collega di altra scuola. Si verificherà l’efficacia di una organizzazione di questo tipo. A ciò si aggiunge l’appuntamento mensile con l’esperto che risponde a domande , nodi problematici, questioni ricorrenti poste dai sottogruppi di scuole in merito alle attività proposte ai bambini, il ruolo dell’insegnante nella conduzione del lavoro, l’analisi dei processi messi in atto nei bambini, come proseguire nel lavoro ecc. |
Gli argomenti degli incontri formazione (uno all’inizio dell’anno, uno alla fine e due nel corso dell’anno) si articoleranno nei seguenti punti:
|
Leggere e scrivere al computer: solo un nuovo strumento o anche nuove attività? La concettualizzazione degli insegnanti e dei bambini. | |
|
Il computer come strumento per scrivere: come rilevare le idee dei bambini in proposito (hp; di fare interviste ai bambini singolarmente e/o discussioni in piccolo gruppo sul tema) | |
|
Il plusvalore del computer e della multimedialità nelle attività di lettoscrittura, un significato tutto da costruire. Le ipotesi degli insegnanti e i percorsi per verificarle. | |
|
Organizzazione dell’informazione e struttura dei diversi generi testuali (narrativo, di contatto, di regole). | |
|
L’approccio dei bambini alla comprensione e alla produzione dei testi. | |
|
L’osservazione dei processi di comprensione e produzione del testo, strumenti e modalità di utilizzazione. |
In ogni incontro é prevista una parte
dedicata all’analisi e al monitoraggio di alcune attività documentate dai
sottogruppi.
E’ previsto anche l’intervento mensile di un esperto per la parte relativa
alla comunicazione in rete: dott. Piercesare Rivoltella.
Durante gli incontri, oltre al percorso di autoformazione, sarà attuata una
messa a punto degli aspetti didattici del progetto che si sta svolgendo. Nella
fase conclusiva, insieme agli esperti verrà effettuata un’attività di
verifica e di valutazione. Gli scambi continui via e-mail saranno occasione
ricorrente di confronto e di autovalutazione per tutto il tempo di sviluppo del
progetto.
PIANO METODOLOGICO-DIDATTICO D'INTERVENTO E ATTIVITA' PROGETTATE
"DAI GRAFISMI ALLA VIDEOSCRITTURA"
il testo di contatto
Scuole consorziate:
Scuola
dell’Infanzia Statale "Don Petruio" (Fabriano)
Scuole
dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Arcevia
Scuola
dell'Infanzia G. Rodari dell'Istituto Comprensivo di Falconara Sud
Giunti al terzo anno della sperimentazione ReteMar, intendiamo continuare a svolgere le attività didattiche avviate lo scorso anno scolastico. In particolare desideriamo proseguire le esperienze condotte nell’anno scolastico 1999/2000 insieme alla scuola dell’Infanzia di Conce (Arcevia), coinvolgendo nel corrente anno scolastico anche il plesso di Serra de’ Conti. Riteniamo, infatti, significativa l’esperienza svolta dalle scuole "Don Petruio" e "Conce" e la riteniamo suscettibile di ulteriori sviluppi. Insieme le due scuole hanno condiviso le programmazioni educative e le attività didattiche che sono state realizzate durante l’anno scolastico. Gli incontri avvenuti con le insegnanti prima, ed i bambini poi, sono stati sia reali che virtuali. Hanno comunicato attraverso la posta elettronica, la chat, la video-conferenza. Le due scuole hanno collaborato nel creare un sito internet comune, utilizzato per scambiare lettere, storie inventate dai bambini, disegni, esperienze didattiche ecc. (www.scuola1.net/infanzia).
CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELLA SCUOLA
Fabriano è situata in alta collina, è circondata da monti e decentrata rispetto al capoluogo di provincia anche se ad esso ben collegata con linee stradali e ferroviarie.
La maggioranza della popolazione è occupata nell’industria, nell’artigianato e nel terziario. Molte sono le donne che lavorano e di conseguenza i bambini sono spesso affidati ai nonni, ad altre persone, oppure usufruiscono della scuola a tempo pieno o, quantomeno, chiedono il servizio mensa.
Quasi tutti gli abitanti di Fabriano sono di religione cristiano-cattolica; varie sono le associazioni religiose alle quali aderiscono adulti e giovani. In crescita sono i proseliti di altre religioni, per la maggior parte immigrati ed extra-comunitari.
L’economia locale ha subito, negli ultimi decenni, una grande trasformazione: da un’economia prevalentemente agricola si è passati a quella industriale e questo ha portato allo spopolamento delle campagne ed al fenomeno dell’urbanesimo.
La scuola materna "Don Petruio", ubicata in una zona centrale della città, accoglie 143 bambini di diversa estrazione sociale. Tra gli iscritti sono compresi anche tre bambini portatori di handicap. Nella maggior parte dei casi entrambi i genitori degli alunni lavorano ed il livello socio-culturale può definirsi buono.
ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI E DEI TEMPI SCOLASTICI
Ad una prima analisi dell’ambiente
scolastico, si evidenziano carenze di spazi comuni: il salone, seppure ampio, è
posto in una zona di passaggio per cui è difficilmente utilizzabile. Il
refettorio è molto limitato rispetto al numero altissimo dei bambini che
usufruiscono della mensa. Le aule, invece, sono ampie e luminose. Più che
sufficienti sono gli spazi esterni.
Lo spazio della scuola destinato alle
attività didattiche è appena sufficiente a coprire le esigenze delle sei
sezioni presenti nel plesso.
Il personale docente è composto da 12
insegnanti, più due di sostegno che ruotano giornalmente nelle tre sezioni che
accolgono i bambini con handicap.
L’orario di funzionamento del plesso è
dalle ore 8 alle ore 16. Il prolungamento dalle ore 16 alle ore 18, è gestito
dal personale comunale.
L’orario di servizio delle insegnanti è il
seguente:
1° turno: dalle ore 8 alle ore 13;
2° turno: " " 11 " " 16.
Le insegnanti giornalmente turnano a
rotazione.
PRESENTAZIONE DELLE SEZIONI E NUMERO DEI BAMBINI COINVOLTI
Nel presente progetto, che tende ad individuare e a mettere a fuoco le possibilità offerte in ambito educativo e didattico dalle nuove tecnologie informatiche e multimediali, sono coinvolti 25 bambini dei 61 di 5 anni, anche se tutti sono impegnati nelle attività di laboratorio multimediale.
QUADRO ORARIO D'INTERVENTO GENERALE (COMPRESENZE)
I bambini saranno accompagnati nel laboratorio
di informatica a rotazione, in piccoli gruppi. Ogni gruppo svolgerà attività
in laboratorio una volta ogni quindici giorni, nelle ore comprese dalle ore 11
alle ore 12, sotto la guida delle insegnanti che operano in compresenza.
Durante il periodo dell’accoglienza e nelle
ore pomeridiane i computers verranno trasportati con appositi carrelli nelle
sezioni per svolgere attività libere, favorendo in queste ore il formarsi di
piccoli gruppi, che progressivamente, potranno anche operare in maniera
autonoma.
LA LETTO-SCRITTURA
L’apprendimento della letto-scrittura è un
processo affettivo-cognitivo di autocostruzione personale, che gradualmente
porta il bambino alla scoperta dei meccanismi che regolano il codice usato dal
proprio gruppo di appartenenza.
La capacità di leggere e scrivere dipende e
resta connessa ad altre; essa è senz’altro legata alla sfera affettiva e
sociale, in quanto risponde principalmente all’esigenza di lasciare una
traccia rilevabile e interpretabile da altri di sé. Essa si attua attraverso l’uso
di simboli, ed è quindi resa possibile anche da pregresse esperienze quali il
gioco simbolico, l’apprendimento del linguaggio orale, la rappresentazione del
reale attraverso immagini, l’espressione di sé e la comunicazione del proprio
vissuto ad altri attraverso il disegno e le parole.
Altri necessari prerequisiti sono una buona
organizzazione spazio-temporale e buone capacità percettive e logiche.
Da recenti ricerche è emerso, inoltre, che
anche nell’apprendimento della letto-scrittura il bambino elabora ipotesi, che
gradualmente abbandona e corregge quando mediante altre esperienze esse entrano
in contraddizione con altri dati; egli compie, insomma, auto-correzioni e,
potendo usufruire di un ambiente stimolante e di una buona mediazione adulta,
attraverso una serie di tappe può avvicinarsi alla soluzione con la quale
individuare le regole chiave della letto-scrittura. Ci sembrano, quindi
fondamentali, per favorire il cammino dei bambini verso il possesso della letto
scrittura i seguenti elementi: la possibilità di usufruire di un ambiente
stimolante, la mediazione di un buon modello adulto (sia come lettore, sia come
scrittore), approcci piacevoli e frequenti con scritte ben evidenziabili sulle
quali individuare caratteristiche e formulare ipotesi.
PERCORSO ATTUATO FINORA PER FAVORIRE IL CONTATTO CON I SEGNI SCRITTI
Nelle nostre scuole da alcuni anni si realizzano esperienze ed iniziative finalizzate alla promozione del linguaggio orale e all’approccio spontaneo e divertente con i segni scritti. Una delle attività propedeutiche alla lettura è il lavoro seriale da sinistra a destra e dall’alto in basso, ossia il procedere nella direzione che viene seguita nella letto-scrittura. La scrittura è composta di una sequenza di segni convenzionali; a sua volta, la parola scritta contiene i simboli grafici in successione precisa e quella solo potrà essere tradotta nel corrispondente uditivo della parola. Di qui l’esigenza di un lavoro preliminare, a livello di percezione e orientamento spazio-temporale, di avviamento al ritmo sequenziale.
IL LINGUAGGIO ORALE
Per quanto riguarda il linguaggio orale esso viene considerato da noi insegnanti come un importante strumento di pensiero, come un oggetto di conoscenza e come un mezzo per esprimersi e comunicare. Una buona competenza linguistica facilita, inoltre, anche l'apprendimento della lettura e della scrittura. Nel corso dell’anno i bambini compiono le seguenti esperienze:
|
dialoghi e conversazioni su episodi vissuti, su stati emotivi e sentimenti; | |
|
registrazioni e riascolto di esse; | |
|
descrizione di oggetti in base alle loro caratteristiche; | |
|
lettura di immagini e loro interpretazione | |
|
individuazione di problemi e interazioni per risolverli; | |
|
ascolto di produzioni verbali diverse; | |
|
individuazione del significato centrale di storie; | |
|
ricostruzione di storie in sequenze; giochi con le parole; | |
|
costruzione di giornalini stampati; | |
|
costruzione di libri; | |
|
costruzione di cartelloni e loro rilettura. |
I SEGNI SCRITTI
L’apprendimento della lettura ha regole
fisse che non possono non essere rispettate, ad esempio il bambino deve scoprire
che si può leggere solo da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso.
Già dai tre anni si cercherà di promuovere
giochi e percorsi psicomotori che abituino i bambini a procedere sempre da
sinistra verso destra. Questi percorsi verranno poi riprodotti graficamente.
Noi insegnanti siamo comunque consapevoli come
la motivazione e l’interesse siano gli elementi essenziali per sviluppare la
curiosità del bambino verso l’apprendimento della lettura.
E’ da sottolineare anche come sia importante
migliorare l’abilità della mano, per far sì che il bambino acquisisca una
motilità tale da consentire la scrittura di ogni singola lettera prevenendo
eventuali disagi futuri. Si ritiene opportuno far compiere esercizi gioco come
percorsi, tratteggi, parole da completare, ecc.
Per favorire la conquista dei segni scritti
faremo ricorso alle seguenti iniziative e strategie:
LABORATORIO DI LETTURA - In una stanza accogliente, accessibile ai bambini, arredata da alcune librerie a giorno, da un largo tappeto e da morbidi cuscinoni, i bambini trascorrono il loro tempo in parte "leggendo" autonomamente i libri scelti da essi stessi (con l’aiuto dell’insegnante se richiesto), in parte ascoltando il racconto o la lettura dell’insegnante. Nel tempo e nello spazio del laboratorio la lettura è vissuta come momento piacevole e fine a se stesso.
PAROLE E FRASI SCRITTE - In ogni attività vengono trascritte, in loro presenza, le verbalizzazioni dei bambini, utilizzando lo stampato maiuscolo a colori vivaci. Spesso a conclusione delle attività si costruiscono, inoltre, testi contenenti parole e immagini dei bambini che partecipano alle diverse fasi della realizzazione. Dallo scorso anno i testi sono stati realizzati soprattutto col computer. La costruzione dei testi, così fatta, avvicina affettivamente i bambini al libro, in quanto i libri contengono il loro vissuto e facilita da parte loro l’intuizione, fin dai primi anni, che un segno contiene un significato.
IL RUOLO DEL COMPUTER IN UN PROGETTO DI APPROCCIO AI SEGNI SCRITTI
Intendiamo introdurre il computer nelle attività previste per l’apprendimento della letto-scrittura, considerandolo una risorsa aggiuntiva e non sostitutiva di tutte le attività precedentemente descritte. Per certe sue caratteristiche: associazione di sonoro ad immagini, sincronia di più messaggi, effetti speciali, possibilità di suscitare motivazione… esso potrebbe:
|
favorire la capacità di simbolizzazione (spesso i simboli sono accattivanti e molto meno astratti di immagini immobili poste su testi e silenziose); | |
|
arricchire il linguaggio verbale (certi programmi possono far parlare i bambini per effettuare registrazioni e stimolare la discussione tra loro su quanto vanno facendo al computer); | |
|
suscitare e mantenere l’interesse ad interagire in virtù dell’attenzione che certi programmi suscitano; | |
|
consentire di raccontarsi ad altri, anche non realmente vicini (facciamo riferimento alla possibilità di far comunicare i bambini con loro coetanei per via telematica al fine di raccontarsi ad essi e comprendere i loro racconti). |
ESPERIENZE CHE SI INTENDONO REALIZZARE
Costruzione di piccoli testi
Intendiamo proseguire con la costruzione di testi contenenti i disegni e le frasi dei bambini. Quelli di cinque anni pensiamo di renderli partecipi di tutte le fasi, con gli altri prima sistemeremo le loro immagini sullo schermo e poi scriveremo al computer quanto ci detteranno.
Giochi con software adatti
Intendiamo utilizzare i software migliori previsti per lo scorso anno per l’area relazionale – comunicativa e per l’area linguistica, oltre a quelli per l’area senso percettiva. Adotteremo inoltre alcuni software previsti per l’oggetto della sperimentazione concordati con le altre scuole della rete.
Costruzione di libri multi e ipermediali
Con un ambiente multi e ipermediale facile e adatto ad essere usato largamente dai bambini di cinque anni intendiamo ricostruire una o più esperienze. Da precedenti situazioni vissute lo scorso anno abbiamo visto che questo tipo di attività stimolo al linguaggio orale, alle interazioni verbali, alla individuazione delle scritte e all’associazione tra scritta, parola rappresentata e significato.
Costruzione di una storia a più mani mettendo in contatto bambini di scuole diverse con adatti sistemi telematici
Si promuoveranno incontri reali e virtuali con altre scuole e si attiveranno scambi di notizie tra i bambini, se sarà possibile si cercherà anche di costruire una fiaba inventata collettivamente ( una scuola elaborerà una parte del racconto e lascerà che l’altra continui…).
Le videoscritture
Crediamo che assistere alla videoscrittura effettuata da noi possa fornire ai bambini la possibilità di godere di testi ben strutturati nei quali sarà più facile cogliere certe caratteristiche:
|
spazi tra parole; | |
|
lunghezza delle parole; | |
|
iniziali associazioni tra una lettera e il suo suono… |
Essi potranno inoltre vivere la costruzione di un testo come un evento modificabile, fluido, passibile di correzioni, considerandolo una esperienza molto più serena di quella realizzabile tramite una scrittura effettuata con metodi tradizionali in cui l’errore costringe a cancellature non facilmente cancellabili. Ai bambini, proporremo l’uso a volte libero, a volte guidato della tastiera, all’interno di divertenti programmi di videoscrittura per bambini.
PERCORSO METODOLOGICO DIDATTICO PER AVVICINARE I BAMBINI ALL’INTUIZIONE, ALLA COMPRENSIONE E ALLA COSTRUZIONE DI TESTI DI CONTATTO
Per favorire l’intuizione , la scoperta, l’individuazione degli elementi che caratterizzano un testo di contatto, un testo che tenga, quindi, conto dell’esistenza dell’"altro", un testo caratterizzato moltissimo dall’intento comunicativo (quindi, necessariamente "leggibile", comprensibile, interpretabile da altri nella forma, nei segni, nei contenuti e nell’organizzazione) crediamo che dovremmo procedere gradualmente a:
|
favorire in modo reale e virtuale la conoscenza degli altri ai quali inviare e/o dai quali ricevere messaggi | |
|
Instaurare prima quindi un buon rapporto affettivo e il conseguente desiderio di comunicare con essi(mediante incontri prima durante al termine delle esperienze, mediante un nostro intervento in grado di creare attesa, curiosità, attraverso la visione di immagini poste su siti Web accompagnate dai racconti dei bambini coinvolti nello scambio), per partire da tali motivazioni per far desiderare ai bambini di saperne di più attraverso la corrispondenza | |
|
Compiere alcune esperienze propedeutiche alla familiarizzazione con le "lettere", nel senso di messaggi scritti, anche in modo tradizionale, all’interno della sezione o del plesso… compierla al computer e poi realizzare tutto questo con bambini lontani. Quest’itinerario può essere utile con quanti non hanno mai compiuto esperienze del genere. | |
|
Mantenere alta la motivazione a comunicare, continuando ad usare periodicamente quegli strumenti telematici che permettono ai bambini di vedersi e parlarsi in modo sincrono a distanza. |
RUOLO ADULTO
Problematizzare le situazioni insieme ai
bambini, avviarli alla scoperta di problemi e possibili soluzioni, mediare tra
la tante che possono scaturire, osservare processi di ognuno, rispettarne tappe
e esigenze.
Apprendere a comunicare, collaborare,
cooperare con le altre figure adulte, riuscire a monitorare le fasi più
importanti della ricerca-azione, per "leggerla" in maniera
intersoggettiva, valutarla e aggiustarla.
DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA
Il presente progetto in data 4.9.2000 è stato
presentato al Collegio dei Docenti che lo ha approvato con specifica delibera.
Successivamente il progetto è stato
presentato ed approvato dal Consiglio di Circolo in data 14.9.2000.